Ipazia di Alessandria: matematica, filosofa e simbolo del libero pensiero

Rappresentazione artistica di Ipazia di Alessandria, matematica e filosofa greca del IV secolo
Rappresentazione artistica di Ipazia di Alessandria.

Nota dell'autrice — aggiornamento 2026

Questo articolo è stato scritto nel 2022. Negli anni successivi gli studi storici consultati mi hanno portato a considerare con maggiore cautela alcune attribuzioni relative agli strumenti scientifici associati a Ipazia. Ho scelto di mantenere il testo originale perché rappresenta il punto di partenza del mio interesse per la storia della scienza e per le figure femminili che hanno contribuito allo sviluppo del sapere.

Ipazia di Alessandria: matematica, filosofa, simbolo del libero pensiero 

Ipazia nacque ad Alessandria d'Egitto tra il 355 e il 370 d.C. Fu una grande matematica, astronoma e filosofa dell'Antichità, e divenne nel tempo una sorta di eroina — simbolo della libertà di pensiero e del sapere laico. A consegnarle questa fama, paradossalmente, furono i fanatici religiosi che la uccisero barbaramente, nonostante lei avesse sempre professato tolleranza, anche verso i cristiani. 

La vita di Ipazia è parzialmente avvolta nel mistero. Di lei ci è rimasto poco o nulla di diretto: molto di ciò che sappiamo è stato tramandato dalla tradizione e dalle testimonianze dei suoi allievi. 

Una "figlia d'arte" che superò il maestro 

Ipazia potrebbe essere considerata figlia d'arte: suo padre Teone fu geometra, matematico, astronomo e filosofo. Ipazia fu la sua degna erede nell'insegnamento, e alla sua ombra crebbe e imparò, arrivando a controllare e verificare il Sistema matematico di Tolomeo e a guidare la scuola alessandrina. 

In astronomia superò il padre. Dalle sue indicazioni, il suo allievo Sinesio fece realizzare l'astrolabio per individuare la posizione dei corpi celesti; sempre grazie a lei presero forma l'idroscopio e il planisfero

Sulle opere da lei composte molto si dice e si suppone, ma non ne è arrivata a noi nessuna — sono misteriosamente andate perdute. Per questo motivo molti restano critici sul suo reale contributo agli studi matematici. Ciò che sappiamo di lei lo dobbiamo principalmente a Sinesio, suo allievo e futuro vescovo di Tolemaide, che la definiva "madre, sorella, maestra e benefattrice". 

Illustrazione storica collegata agli strumenti scientifici dell'epoca di Ipazia
Strumenti scientifici associati alla tradizione dell'epoca di Ipazia.

Una filosofa aperta e indipendente 

Dalle testimonianze disponibili, Ipazia mostrò verso il cristianesimo un'apertura e una tolleranza che altre correnti filosofiche non mostravano. Sostenitrice del libero pensiero, insegnava a chiunque volesse ascoltarla, anche nelle vie e nelle piazze. Era indipendente e libera — non messa alla berlina per il fatto di essere una donna, se non da una minoranza, come il filosofo Damascio che, molto tempo dopo la sua morte, la definì inferiore solo perché donna. 

La sua saggezza la introdusse anche in ambienti politici. Il prefetto Oreste la considerava donna di grande intelligenza e si rivolgeva a lei per avere consigli nelle questioni difficili. 

La trappola politica e la morte 

Le cose iniziarono a precipitare quando Cirillo, salendo sul trono episcopale di Alessandria, tentò di accentrare nelle sue mani più potere di quanto gli spettasse, innescando un conflitto con il prefetto Oreste. I veri motivi degli scontri furono politici, non religiosi: non era lo scontro tra paganesimo e cristianesimo a generare l'animosità, ma la lotta per il controllo della città. 

Oreste trascorreva molto tempo con Ipazia, e il vescovo la vide come l'ostacolo principale alla riconciliazione con il prefetto. Dopo che Oreste fu aggredito dai sostenitori di Cirillo, si preparò l'inevitabile: Ipazia doveva essere eliminata. Per giustificarlo, si sostenne — con una calunnia — che fosse proprio lei la causa della mancata pacificazione tra i due. 

Nel 415 d.C., assediata da un gruppo di estremisti, Ipazia venne catturata e uccisa con una ferocia che ancora oggi lascia senza parole. Fu un omicidio politico, non religioso: l'assassinio di una donna che manteneva la sua indipendenza e il suo libero pensiero, e che con la sua influenza "interferiva" nei giochi di potere tra prefetto e vescovo. 

Per questo — per la sua apertura, la sua saggezza e la sua fine — Ipazia è diventata simbolo della libertà di espressione e del pensiero critico. Una delle più grandi scienziate e pensatrici dell'antichità, vittima eccellente dell'eterno conflitto tra conoscenza e potere. 

Dipinto storico raffigurante la morte di Ipazia di Alessandria, uccisa nel 415 d.C.
Un dipinto ottocentesco che raffigura la morte di Ipazia, avvenuta nel 415 d.C.

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