Margherita Hack: vita e carriera della grande astrofisica italiana.

Margherita Hack astrofisica — fotografia storica
Margherita Hack, astrofisica

Nota dell'autrice — aggiornamento 2026

Questo articolo l'ho scritto nell'agosto 2022, all'inizio del blog. Margherita Hack è una di quelle figure che mi ha sempre ispirata: scienziata, divulgatrice, donna libera e coerente fino alla fine. Ho aggiunto i sottotitoli e i link interni per renderlo più leggibile, il testo è solo leggermente aggiornato.

Margherita Hack — astrofisica, divulgatrice scientifica e attivista — è nata a Firenze il 12 giugno 1922 ed è morta a Trieste il 29 giugno 2013. 

Cresce in una famiglia fuori dagli schemi per l'epoca: i genitori non simpatizzavano per Mussolini e subivano discriminazioni per questo, erano vegetariani convinti e avevano abbandonato le rispettive religioni — il padre quella protestante, la madre quella cattolica — aderendo alla Società Teosofica Italiana. Un'infanzia che già dice molto di chi sarebbe diventata. 

Gli studi e gli inizi 

Studiò al Liceo Classico "Galileo" di Firenze, che dovette abbandonare per lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale. Appassionata di sport, eccelse nella pallacanestro e nell'atletica, raggiungendo ottimi punteggi a livello nazionale nel salto in alto e nel salto in lungo. Nel 1945, presso l'Osservatorio Astronomico di Arcetri di Firenze, si laureò in Fisica con 101/110, discutendo una tesi di astrofisica sulle Cefeidi — stelle a luminosità variabile. Nello stesso periodo ritrovò all'università l'amico Aldo De Rosa, che sarebbe diventato suo marito e compagno di vita e di lavoro. 

Le Cefeidi sono stelle la cui luminosità varia in modo regolare e prevedibile: questa caratteristica le rende fondamentali per misurare le distanze nell'universo. Studiarle nel 1945 significava lavorare su uno degli strumenti più potenti dell'astronomia moderna. 

Dopo la laurea lavorò come assistente all'osservatorio, poi come insegnante all'Istituto di Ottica dell'Università di Firenze. Per un breve periodo si trasferì a Milano presso la Ducati ottica, ma resistette solo un anno: la sua vocazione era l'università. Tornò a insegnare astronomia a Firenze. 

Margherita Hack con Aldo De Rosa, suo marito
Margherita Hack con Aldo De Rosa, suo marito.

Trieste e la carriera internazionale 

Nel 1954 si trasferì a Merate (LC) presso l'Osservatorio Astronomico, succursale dell'Osservatorio di Brera, dove tenne corsi di astrofisica e radioastronomia all'Università di Milano. Intraprese collaborazioni con università straniere come ricercatrice in visita, visitando — sempre con il marito al suo fianco — istituti e osservatori in Francia, Olanda, America e Messico. 

Nel 1964 divenne docente di astronomia all'Università di Trieste, cattedra che mantenne fino al 1992 quando raggiunse i limiti d'età. Nello stesso anno iniziò a dirigere l'Osservatorio Astronomico di Trieste — prima donna a ricoprire questo ruolo — elevandolo notevolmente di livello. Fu anche direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università di Trieste, membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei, e collaboratrice dei gruppi di lavoro di ESA e NASA. 

Sotto la sua direzione, l'Osservatorio di Trieste diventò uno dei centri di ricerca astrofisica più importanti d'Europa, specializzato in spettroscopia stellare — cioè l'analisi della luce delle stelle per capirne composizione, temperatura e movimento. 

Asteroide 8558 Hack — scoperto nel 1995 e dedicato a Margherita Hack
Asteroide 8558 Hack

La divulgatrice e l'attivista 

Margherita Hack non smise mai di scrivere. Tra le sue pubblicazioni più importanti c'è il trattato Stellar Spectroscopy, scritto nel 1959 con Otto Struve, ancora oggi considerato un testo fondamentale. Nel 1978 fondò la rivista L'Astronomia, di cui fu direttore fino alla morte, e successivamente anche Le Stelle

I riconoscimenti non mancarono: il premio dell'Accademia dei Lincei nel 1980, il premio "Cultura della Presidenza del Consiglio" nel 1987. E nel 1995 un nuovo asteroide scoperto prese il suo nome: Asteroide 8558 Hack

Margherita Hack è stata anche una delle prime voci italiane a parlare di scienza in televisione e alla radio in modo accessibile a tutti. Per molti italiani è stata la prima persona che ha reso l'astronomia comprensibile e appassionante — molto prima che la divulgazione scientifica diventasse di moda. 

Nella sua vita non disdegnò mai le posizioni scomode. Fu fiera sostenitrice dell'eutanasia — "un diritto dell'individuo, per sollevare dalla pena un uomo che soffre" — e sempre schierata politicamente a sinistra. Ogni volta che otteneva un seggio lo cedeva puntualmente, per tornare alla sua amata astronomia. 

Margherita Hack morì improvvisamente a Trieste il 29 giugno 2013, per problemi cardiaci.

Margherita Hack con Aldo De Rosa, nella loro casa in via del Pratello a Trieste
Margherita Hack con Aldo De Rosa, nella loro casa a Trieste.

Un aneddoto personale. 

Io abito a Bologna in via del Pratello, via particolarmente nota per la movida, sulla quale spesso scherzavo per la vivacità notturna con mio zio e i miei cugini. Andando a trovare mio zio, il professor Erio Tosatti, fisico teorico di fama internazionale, che abita a Trieste, in una di quelle occasioni mi raccontò che anche Margherita Hack abitava in via del Pratello, ma a Trieste. Anche lui, quando cercava casa a Trieste, era andato a vedere quella stessa casa, ma alla fine scelse un'altra soluzione. Questo mi ha fatto sentire quasi vicina di casa anche di Margherita Hack. :-)


Se ti interessano le grandi figure femminili della scienza, potresti trovare interessante anche il post su Ipazia di Alessandria, matematica e filosofa del IV secolo. E se vuoi capire di cosa si occupava Margherita Hack quando studiava le stelle e l'universo, puoi partire dal Quaderno delle Mappe Scientifiche.

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