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Che bellissima invenzione l'anestesia !

Nocciolo di prugna su un tavolo di legno, luce calda, simbolo dell'inizio di una curiosità sulla storia dell'anestesia
Un piccolo nocciolo di prugna. Da qui è iniziato tutto

Da un nocciolo di prugna a una curiosità sulla storia della medicina

Ci sono giornate che iniziano nel modo più semplice e finiscono per farti scoprire un mondo che non immaginavi. 

Qualche giorno fa ero stata a trovare Dario e Giancarlo. Prima di andare via mi avevano regalato una sporta piena di prugne. Erano così tante che decisi di cuocerne una parte senza togliere tutti i noccioli, pensando che poi avrei fatto attenzione. Alcune, invece, le avevo lasciate da parte perché ero convinta di aver già eliminato il nocciolo. 

Passarono un paio di giorni. Mi dimenticai completamente di quella scelta. Poi, all'ultimo morso... crack.

Avevo appena scheggiato un molare. Per fortuna il dente non mi faceva particolarmente male, così riuscii ad aspettare qualche giorno prima della visita. Nel frattempo, però, la fantasia aveva già fatto il suo lavoro: devitalizzazione, tante sedute, una spesa importante... 

La realtà è stata molto più semplice. La dottoressa Nicoletta Cetrullo ha ricostruito il dente con un'otturazione e, prima di iniziare, mi ha praticato l'anestesia locale. 

Non sentivo alcun dolore e, quasi senza pensarci, mi è uscita una frase spontanea: «Che bellissima invenzione l'anestesia!» 

Lei sorrise e, mentre lavorava, iniziò a raccontarmi che l'anestesia moderna era nata grazie all'intuizione di un dentista. Mi parlò di quella vicenda con una partecipazione che mi colpì e accennò anche al fatto che quel pioniere non ebbe in vita il riconoscimento che avrebbe meritato. 

Avrei voluto farle mille domande. Ma avevo la bocca aperta, lei stava lavorando e io potevo solo ascoltare. Poco dopo la conversazione si spostò sul padre, il professor Carlo Cetrullo, una delle figure che hanno contribuito in modo importante allo sviluppo dell'anestesiologia italiana. Mi raccontò anche un piccolo ricordo di famiglia, legato all'entusiasmo con cui il padre aveva accolto una delle grandi innovazioni dell'epoca. 

Anche in quel momento non potevo fare altro che ascoltare. Quelle poche frasi, dette quasi sottovoce durante una normale visita dal dentista, furono però sufficienti ad accendere la mia curiosità. 

Tornata a casa continuavo a pensarci. 

Chi era quel dentista dell'ottocento, pioniere dell'anestesia, di cui mi aveva parlato?  Com'era nata davvero l'anestesia?  E chi era il professor Carlo Cetrullo ?

Così ho fatto quello che faccio ogni volta che qualcosa mi incuriosisce: ho iniziato a cercare. 

Continuavo a ripensare al racconto della dottoressa: un dentista, una scoperta destinata a cambiare la medicina e una vita conclusa senza il riconoscimento sperato. Era impossibile non voler sapere di più. 

Ho scoperto una storia sorprendente, fatta di intuizioni, esperimenti, successi, delusioni e persone che hanno cambiato per sempre la medicina. 

Una storia che parte da uno studio dentistico dell'Ottocento, attraversa oltre un secolo di ricerca scientifica e arriva anche in Italia, dove il professor Carlo Cetrullo contribuì in modo significativo allo sviluppo dell'anestesiologia italiana. 

Ma questa è un'altra storia, e merita di essere raccontata con calma. 

La trovate nell'articolo di approfondimento pubblicato sul Dizionario Benessere Vitale, dove ripercorro la nascita dell'anestesia moderna, i suoi protagonisti e il contributo dell'anestesiologia italiana. 

Mentre raccoglievo informazioni per approfondire questa storia, mi sono resa conto che, forse, la mia curiosità non nasce soltanto da una semplice conversazione avuta durante una visita dal dentista. 

Nel 1964 il mio fratellino Claudio, che aveva soltanto sette anni, morì durante un delicato intervento di cardiochirurgia. In famiglia mi è sempre stato raccontato che non si risvegliò dall'anestesia. 

Oggi non so quale sia stata la reale causa di quella tragedia, e probabilmente non sarà mai possibile ricostruirla con certezza. La medicina di allora era molto diversa da quella di oggi, e sarebbe scorretto trarre conclusioni con le conoscenze attuali. 

Forse è anche per questo che il racconto della dottoressa Cetrullo mi ha colpita così profondamente. 

Una frase pronunciata quasi per caso ha acceso una curiosità che, senza che me ne rendessi conto, ha finito per intrecciarsi con un ricordo custodito nella mia famiglia da oltre sessant'anni. 

Questo articolo e quelli di approfondimento sul blog Dizionario Benessere Vitale che ne sono nati non hanno la pretesa di raccontare tutta la storia dell'anestesia. Vogliono semplicemente essere un piccolo omaggio alla curiosità, alla ricerca scientifica e a tutte le persone che, con il loro lavoro, hanno contribuito a rendere la medicina più sicura. 

E, nel mio cuore, sono anche un ricordo affettuoso di mio fratello Claudio.

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