Passo Sella e Canazei: rientro a Bologna in moto (3° giorno)
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| Naz Sciaves - Il ritorno del bel tempo, dopo il diluvio. |
Alla mattina ho finito di asciugare la giacca, i calzoni e le scarpe poi sono scesa a fare colazione al Gasthof Paul dove ho soggiornato. Sono partita da Naz Sciaves, per raggiungere il Passo Sella passando da Ortisei, Santa Cristina, Selva di Val Gardena.
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| Gasthof Paul |
Con l'abbigliamento ancora umidiccio mi sono messa in strada, direzione Bressanone per la Val Gardena. Passato Plan del Gralba, in vicinanza del bivio per il Passo Sella, il traffico di corriere era abbastanza consistente. Corriere che a volte parevano incastrarsi nei tornanti.
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| Tornanti trafficati verso il Passo Sella |
Il passo Sella è fra i più famosi valichi delle Dolomiti, posto a 2240 m sul livello del mare, fra il gruppo del Sassolungo, con cime intorno ai 3000 mt e il gruppo del Sella. Si tratta di una meta ambita da sciatori, ciclisti ed escursionisti. Al confine tra le province di Trento e di Bolzano mette in comunicazione la val di Fassa con la val Gardena.
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| Panorama dal Passo Sella |
Mi sono riposata e goduta lo spettacolo dagli sdrai messi a disposizione dalle strutture locali mentre ancora una volta fitte nuvole si addensavano tutto intorno.
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| Al Passo Sella, con vista sulle Torri del Sella |
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| Il rifugio al Passo Sella, sotto le pareti del massiccio del Sella |
Anche la discesa su questo versante ha regalato viste panoramiche suggestive. Mi sono fermata in una piazzola ad ammirare in lontananza la Marmolada.
Non so se suggestione oppure no, ma anche così da distanza, lo scintillio dei ghiacciai in effetti pareva poco appariscente.
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| Sulla strada verso il Passo Sella |
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| Paesaggio lungo la strada, tra prati e boschi |
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| Marmolada |
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| Nuvole in arrivo sul massiccio del Sella |
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| Tra le pareti del massiccio del Sella |
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| Fango e detriti trascinati dall'alluvione lampo |
Per le piogge abbondanti della sera prima, una vera bomba d'acqua, tutte le frazioni da Campestrin, Mazzin fino a Pera erano completamente alluvionate. Le strade erano torrenti di fango, smottamenti ovunque, molte altre arterie minori di comunicazione chiuse.
Ho dovuto guidare in strade piene di fango e poca possibilità di manovra. Impossibile accostare da qualche parte, in mezzo alla coda di macchine in entrambe i sensi. Un paio di volte ho dovuto avvicinarmi il più possibile verso sinistra, contro le macchine nell'altro senso, per fare passare ruspe, camion e soccorsi vari.
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| Infangata fino alle ginocchia |
Non so come ho fatto a non scivolare con la moto, certo non la bravura, forse mi ha tenuto in piedi un po' la disperazione e la voglia di cavarmi in fretta da lì.
I segni della devastazione visibili ovunque, i torrenti tracimati, massi e tronchi trasportati a valle dalla pioggia trasformatasi in torrenti improvvisati. Inutile dire che io e la moto ci siamo sporcate tutte di fango
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| Il torrente in piena, color fango, dopo il diluvio |
Giro delle Dolomiti in 3 giorni, partendo da Bologna
Per chi vuole leggere il racconto completo di ogni giornata, ho scritto un post separato per ciascuna:
📍 Tour Delle Dolomiti, da Bologna, in 3 giorni
📍 1° giorno — Da Bologna al Passo Pordoi
📍 2° giorno — Da Arabba, Passo Giau, Valle del Cadore, Monguelfo, Naz Sciaves


















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