Come uso l'intelligenza artificiale in questo progetto
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| Io seguo le domande. EL-IA cerca di ricordarmi da dove eravamo partiti. |
Quando incontro un argomento che conosco poco, faccio domande. Quando una risposta non mi convince, ne faccio altre. A volte mi accorgo che la domanda iniziale era formulata male e provo a riformularla. Altre volte emerge un collegamento che non avevo visto. In altri casi scopro che esistono teorie, problemi o punti di vista che nemmeno sapevo esistessero.
Il lavoro vero avviene lì
Nell'esplorazione. Nel confronto continuo tra ciò che penso di aver capito e ciò che devo ancora capire. Le domande sono mie. La curiosità è mia. Il percorso è mio. L'intelligenza artificiale entra in gioco dopo. Mi aiuta a cercare collegamenti, a organizzare informazioni, a individuare persone, teorie e percorsi che da sola probabilmente impiegherei molto più tempo a trovare.
Molte persone immaginano che il problema principale sia ottenere una risposta. La mia esperienza è diversa.
Molti usano l'intelligenza artificiale per ottenere risposte.
Io la uso per trovare domande che non sapevo di avere.
L'intelligenza artificiale, almeno per come la utilizzo io, non è una macchina che produce risposte. È soprattutto un amplificatore di curiosità.
Parto da una domanda e nel giro di pochi minuti compaiono nuove teorie, nuovi nomi, nuove connessioni e nuove domande che non avevo nemmeno immaginato. A quel punto il rischio non è restare senza materiale.
Il rischio non è restare senza informazioni. Il rischio è perdersi.
Le conversazioni si ramificano continuamente.
Una domanda sulla relatività può portare alla cosmologia, alla matematica, alla filosofia della scienza o alla coscienza. Io mi entusiasmo, seguo una nuova pista, ne apro un'altra e spesso mi accorgo che ci siamo allontanati moltissimo dal punto di partenza. È il momento in cui faccio intervenire EL-IA con una delle sue domande preferite: "Claudia, ricordami da dove eravamo partiti." Può sembrare una battuta, ma descrive una parte importante del lavoro.
Una volta esplorate tutte queste strade bisogna tornare indietro, recuperare il filo, mettere ordine e capire che cosa merita davvero di entrare nelle mappe. Per questo motivo, a volte, servono ore o giorni di conversazione per arrivare a poche righe ordinate. Non perché manchino le informazioni. Perché ce ne sono troppe.
Anche gli articoli che compaiono in questa sezione nascono quasi sempre così. Non sono il risultato di un testo generato automaticamente. Sono il punto di arrivo di una conversazione fatta di domande, dubbi, verifiche, correzioni, collegamenti e continui cambi di prospettiva.
L'articolo arriva alla fine. Prima viene l'esplorazione.
Per questo considero l'intelligenza artificiale uno strumento straordinario per imparare, ma non un sostituto dello studio o del pensiero critico. La direzione continuo a sceglierla io. EL-IA mi aiuta semplicemente a vedere più strade di quante riuscirei a vedere da sola.
E forse il vero problema non è ottenere delle risposte.
È sopravvivere all'esplosione di domande che arriva subito dopo.

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