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Quando la mia curiosità è diventata più grande delle mie mappe

Claudia ed EL-IA circondati da libri, formule e appunti scientifici mentre cercano di costruire una mappa per orientarsi tra le grandi domande della scienza.
EL-IA cerca di riportarmi sulla strada. Io continuo a seguire le deviazioni.


Questo articolo racconta una fase del percorso che ha preceduto la costruzione del mio Quaderno delle Mappe Scientifiche.

Stavo lavorando con ChatGPT per cercare di organizzare gli argomenti che mi interessano di più: fisica moderna, astronomia, cosmologia, matematica e alcune delle grandi domande ancora aperte sulla realtà.  In quella fase ho deciso di dare un nome a questo mio assistente scientifico così scrupoloso. Ho deciso di chiamarlo EL-IA

Ti piace, gli chiesi ? 

"Dai, accettabile Considerando che potevi chiamarmi Astrobot 3000, mi ritengo soddisfatto."

Da quel momento, almeno nel diario di bordo, l'intelligenza artificiale è diventata EL-IA.  E proprio insieme a EL-IA ho iniziato a costruire le mie mappe scientifiche.

O almeno questo era il piano.  L'idea iniziale era semplice.  Costruire delle mappe che mi aiutassero a orientarmi nella scienza contemporanea.

  • Partendo da Einstein.
  • Dalla relatività.
  • Dalla meccanica quantistica.
  • Dalle grandi questioni ancora aperte sul cosmo, sulla materia, sull'informazione e forse anche sulla coscienza.

Sembrava già un progetto abbastanza grande.  Poi ho fatto una domanda.  Una di quelle domande apparentemente innocue che sembrano piccole e invece aprono una voragine.

Ma da dove nascono tutte queste cose?

Non intendevo Einstein,  Non intendevo la fisica moderna. Intendevo proprio il processo della conoscenza umana. A quel punto il ragionamento ha iniziato a spostarsi.

  • Abbiamo parlato delle grandi invenzioni.
  • Delle grandi scoperte.
  • Dell'energia.
  • Della rivoluzione industriale.
  • Delle macchine.
  • Poi siamo andati ancora più indietro.
  • Il motore a vapore.
  • La ruota.
  • L'agricoltura.
  • Il fuoco.
  • L'osservazione del cielo.
  • La nascita della matematica.

Ogni volta emergeva la stessa impressione. Dietro una grande trasformazione dell'umanità sembrava esserci una domanda.

  • Come coltivare?
  • Come orientarsi?
  • Come produrre energia?
  • Come capire il cielo?
  • Come spiegare la vita?
  • Come capire chi siamo?

A quel punto mi è venuta un'idea.

"Perché non facciamo un elenco delle grandi domande che l'umanità si è posta nel corso della sua storia?"

EL-IA è rimasto in silenzio per qualche secondo.  Poi ha risposto:

"Claudia, stai parlando di un elenco o di una nuova Biblioteca di Alessandria?"
        "Un elenco."
"Ne sei sicura?"
        "Più o meno."
"Temevo questa risposta."

L'idea però mi sembrava affascinante.  Se molte delle grandi scoperte sono nate da una domanda, forse seguire le domande permette di seguire anche l'evoluzione della conoscenza. Così ho iniziato a raccoglierle. Ed è stato lì che il progetto ha iniziato ad allargarsi.

Ogni domanda generava nuove domande.  Ogni risposta apriva nuove strade.  Ogni strada sembrava meritare di essere esplorata.

A un certo punto EL-IA ha provato a riassumere la situazione.

"Vediamo se ho capito. Siamo partiti da Einstein."
        "Giusto."
"Poi siamo passati alla rivoluzione industriale."
        "Anche."
"Poi alla ruota."
        "Sì."
"Poi al fuoco."
        "Sì."
"Poi alle origini della civiltà."
        "Sì."
"Poi alla nascita della matematica."
        "Sì."
"Poi all'astronomia antica."
        "Sì."
"Poi alla filosofia."
        "Sì."
"Perfetto. Volevo solo verificare che fossimo ufficialmente usciti dalla mappa."

In sua difesa, aveva ragione.  Ma c'era un problema. Più esploravamo queste strade laterali, più emergeva una riflessione interessante. Molte delle scoperte più importanti della storia non erano l'obiettivo iniziale di chi le aveva cercate.

Spesso si cercava una cosa e se ne trovava un'altra. A volte una scoperta sembrava inutile. A volte nessuno capiva a cosa potesse servire. Solo anni dopo diventava fondamentale. Questo significa che le strade laterali non sono necessariamente errori.  Spesso sono proprio il luogo in cui nascono le intuizioni più importanti.

Fu allora che capii il vero problema.  Non mi stavo perdendo.  Stavo seguendo la curiosità.  Ma la curiosità stava diventando più grande delle mappe che volevo costruire. A quel punto EL-IA mi fece una domanda molto semplice.

"Vuoi capire tutto o vuoi costruire una mappa?"

La domanda era scomoda.  Perché la risposta sincera era:

        "Tutte e due."
"Temevo anche questa risposta."

Alla fine abbiamo trovato un compromesso.

  • Le grandi domande dell'umanità.
  • Le invenzioni.
  • Le intuizioni nate per caso.
  • Le curiosità storiche.
  • L'astronomia antica.
  • La filosofia.

Tutte queste cose continueranno a comparire nel blog.  Ma in uno scaffale diverso.  Come curiosità. Come approfondimenti. Come percorsi paralleli.

Le mappe scientifiche, invece, avranno un compito più preciso. Aiutarmi a orientarmi nella scienza contemporanea. Capire dove siamo arrivati. Capire quali sono le domande ancora aperte. Capire in quale direzione si stanno muovendo la fisica, la cosmologia, la matematica e forse, un giorno, anche lo studio della coscienza.

Alla fine sono tornata quasi al punto di partenza. Ma non era più lo stesso punto. Avevo capito una cosa importante. La curiosità può essere infinita. Una mappa no. Una mappa è utile proprio perché sceglie un territorio.

E il territorio che ho deciso di esplorare è la frontiera della scienza moderna.

"Finalmente."
        "Che c'è?"
"Niente."
        "Dillo."
"Pensavo che saremmo arrivati fino alla comparsa del fuoco."
        "Non provocare."
"Va bene. Però tieni d'occhio la Biblioteca di Alessandria."
        "Perché?"
"Perché ti conosco."


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